lunedì 12 dicembre 2016

La nobile arte del volo onirico

Credo (anzi, spero) che ognuno di noi abbia uno o più piccoli segreti positivi, quelle candide fonti di piacere tutte nostre che ci accompagnano intimamente nella vita quotidiana e ci fanno sorridere da soli.
Io fra gli altri ne ho uno che, a quanto ne so, è abbastanza comune.

Io sogno di volare.

Ora, poiché è regola universale che ad ogni piacere si accompagni invariabilmente qualcuno che cerca di rovinartelo, prego con ferma cortesia chiunque di non unirsi alla schiera dei noiosi che letta questa affermazione, parte con uno dei dischi rigati della banalità: "Sognare di volare significa...", "E' perché vuoi...", "Jung dice...", "Freud dice...", fino a giungere giù giù fino alla mala bolgia della stupidità: "Sognare di volare, giocati il..."

Senza neppure voler commentare alcune di queste reazioni popolari, io mi chiedo: perché la gente deve per forza cercare un significato per tutto? 
Una cosa bella non può essere bella di per sé?
Qual è il problema nel godersela e basta?

Sta di fatto che io sogno di volare da anni e senza chiedermene il significato o il perché, mi diverto immensamente a farlo.

All'inizio, lo ammetto, ero una schiappa.

Ricordo lo stupore con cui mi sono staccata da terra e ho cominciato ad avanzare levitando solo a pochi centimetri da terra.

Il mondo onirico nel quale ho questa facoltà è sempre lo stesso, coerente a sé stesso e diverso dalla realtà. Prevale il bianco, il verde e l'azzurro.
Ricordo che all'inizio procedevo malamente, sentendo la punta dei miei piedi sfiorare le distese di trifogli bianchi lungo cui avanzavo. Mi abbassavo appena mi distraevo, mi rialzavo annaspando; mi direzionavo con le braccia come nuotando, in maniera decisamente maldestra.

Negli anni mi sono allenata molto e facendo pratica ho affinato la tecnica.
Per diverso tempo ho continuato a procedere a pochi centimetri da terra, ma in modo più ordinato e scorrevole, e pian piano sono riuscita a curvare senza dare spettacolo.
Nel mondo che sogno ci sono altri esseri umani, tutti vestiti di bianco. Sembrano divertiti e benevoli di fronte alle mie attività di volo, ma non saprei dire se anche loro ne siano in grado: i miei tentativi mi assorbono completamente. 
Il fatto è che quando mi trovo in uno di questi sogni, mi rendo immediatamente conto di essere tornata , e mi dedico immediatamente a sfruttare l'occasione per esercitarmi a volare.
Un altro aspetto non da poco, è che in questi sogni oltre la mia competenza nel volo nulla è mai variato, ovvero tutti io compresa siamo giovani, o meglio: il tempo non esiste.
Esiste solo la consapevolezza che il sogno finirà col risveglio, cosicché sfrutto ogni momento per far pratica.

Negli anni ho preso sempre più quota. 
Ho compreso di avere come una sorta di giroscopio al centro del mio petto e mi ci affido, mi lascio guidare. 
L'ultima volta ho fatto un esperimento e ho provato, con successo, a trasportare una delle persone lì presenti su con me in volo. La gravità non dà alcun problema: ci si solleva a prescindere dal peso. Invece ho visto che alzandosi si incontrano correnti ascensionali che ti respingono da alcuni punti.
E' un divertimento pazzesco.

Come sport, presenta diversi aspetti positivi. Ad esempio, l'attrezzatura è a costo zero. Bene o male, tutti hanno un letto o un posto dove dormire. 

Certo, ha anche aspetti negativi.
Socialmente, è poco spendibile. Oggettivamente non puoi presentarti il lunedì mattina in ufficio raggiante e se qualcuno ti chiede il perché rispondere: "Guarda, sabato notte non c'era una nuvola, mi sono fatta una volata spettacolare!"

Inoltre, a quanto ne so, non credo sia utile come esercizio fisico.

E' praticamente impossibile trovare delle fonti per la formazione teorica, quindi ti tocca imparare tutto da solo con la pratica (anche se googlando una guida l'ho trovata: Come volare nei tuoi sogni, ma non è sulla tecnica).

Infine, non è decisamente uno sport di gruppo.
Non puoi invitare i tuoi amici: "Ehi, ho fissato un campo di volo onirico stanotte! Chi viene, che si vola in formazione?"

Così volo da sola.
Ma sapeste che bello.

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